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Collana «Quaderni di Storia della Chiesa» (QSC)

La collana «Quaderni di Storia della Chiesa» (QSC) vuole essere un'occasione di dialogo fra studiosi e istituzioni. Il Dipartimento di Storia della Chiesa dell'Università della Santa Croce promuove contributi che favoriscano una sincera sensibilità culturale per la storia. Così, si intende avviare ad una comprensione del presente attraverso le esperienze e gli eventi del passato, di cui l’uomo, nel suo tentativo di ricerca dei valori e della fede, è stato nelle varie epoche protagonista.

Volumi pubblicati:

8. Filippo Forlani, I sinodi in Italia nei pontificati tra Onorio II ed Eugenio III (1124-1153).

Frutto di una ricerca condotta su testi conciliari e fonti letterarie del tempo, questo libro presenta per la prima volta un quadro completo della vita sinodale in Italia tra i pontificati di Onorio II – primo pontefice a reggere la Chiesa subito dopo il Concordato di Worms e il I Concilio Lateranense – fino al termine del pontificato di Eugenio III, considerato l’ultimo dei “papi riformatori”. L’autore, nonostante si concentri su un periodo breve, ma particolarmente ricco di avvenimenti, ricostruisce lo svolgimento dei sinodi papali e provinciali tenutisi nella penisola italiana: i temi trattati, le dissidie risolte, le questioni a carattere sociale vengono così alla luce, mostrando come in quegli anni la Chiesa abbia vissuto la “sinodalità”. Attraverso il prisma dell’attività sinodale, emerge anche un affresco sulla storia della Chiesa in Italia nel periodo oggetto di studio e un contributo prezioso per comprendere l’ecclesiologia del XII secolo.

Filippo Forlani, nato a Ferrara nel 1981, dopo la laurea in economia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, studia a Roma presso la Pontificia Università della Santa Croce ottenendo la licenza in teologia, specializzazione in storia della Chiesa, e, successivamente, il dottorato di ricerca, in cui approfondisce l’attività sinodale in Italia nel XII secolo. Attualmente è docente di Storia della Chiesa Medievale e di Agiografia presso la Pontificia Università della Santa Croce.

7. Javier Á. Domingo - Luigi Finocchietti, L' isolato di San Girolamo della Carità a Roma - L'età antica e tardo antica.

Studio dei resti antichi rinvenuti al di sotto dell’isolato di San Girolamo della Carità. A una descrizione introduttiva di tutte le murature visibili all’interno della struttura che ospita la biblioteca dell’Università della Santa Croce, segue una trattazione diacronica delle trasformazioni subite da questi edifici antichi nel periodo che va dal I secolo a.C. fino al V secolo d.C., nel Campo Marzio occidentale. Prosegue uno studio critico sulla tradizione storica che vuole la chiesa di San Girolamo della Carità costruita in epoca tardo-antica sul luogo in cui sorgeva la domus di Santa Paola romana, sua figlia spirituale.

Javier Domingo è docente di Archeologia Cristiana presso la Pontificia Università della Santa Croce. Luigi Finocchietti è archeologo e ha svolto attività di ricerca presso l’Università dell’Aquila e presso la Université François-Rabelais de Tours (Francia).

6. Charles Berinyuy Sengka, The relevance of St Bede the Venerable to the Glossa Ordinaria: an Analytical Critique.

In epoca medioevale una serie di glosse e commentari biblici risalenti fino ai Padri della Chiesa furono raccolte nella Glossa Ordinaria, che ben presto in Occidente divenne il commentario di riferimento per le Scritture, esercitando un’enorme influenza sulla teologia cristiana, sull’esegesi biblica e sulla cultura in generale. La Glossa fu compilata tra il XII e il XIII secolo, continuamente aggiornata e rivista, fino a cadere quasi in disuso nel XVI secolo. San Beda il Venerabile fu uno dei più assidui studiosi delle Scritture del periodo medioevale e il suo contributo alla Glossa Ordinaria fu di fondamentale importanza. L’obiettivo di questo studio è analizzare da un punto di vista storico e linguistico il contributo di San Beda alla Glossa, attraverso i 716 riferimenti espliciti presenti nel testo.

Charles Berinyuy Sengka, nato a Jakiri (Camerun) nel 1979, è formatore del seminario della diocesi di Kumbo. Ha ottenuto il dottorato presso la Pontificia Università della Santa Croce.

5. Silvia Mas, La figura del emperador en las obras de Amiano Marcelino y Ambrosio de Milán.

Ammiano Marcellino e Ambrogio di Milano scrivono le loro opere negli ultimi decenni del IV secolo. Ammiano, originario di Antiochia di Siria, scrive i XXXI libri della Res gestae, raccontando i fatti di Gallo, Costanzo II, Giuliano, Gioviano, Valentiniano I, Valente e Graziano. Da parte sua, Ambrogio indirizza delle lettere agli imperatori Graziano, Valentiniano II e Teodosio I, e tiene i suoi discorsi funebri, oltre a scrivere altre opere in risposta alle misure adottate dagli Augusti. Due autori e due prospettive: quella di un militare di alto rango, non cristiano; e quella di un governatore, vescovo della città dove risiede l'Augusto di Occidente. Due prospettive che, tuttavia, convergono nella riverenza che entrambi professano la grandezza dell'Impero; e coincidono nella visione dell'uomo di governo che riflette un modello d'imperatore. Certamente, questa coincidenza sull'ideale del sovrano conduce allo studio di possibili influenze su entrambi gli autori della teoria politica romana e, in particolare, di quella di Cicerone. Indubbiamente, il background culturale del grande oratore ha le sue radici nei contributi delle migliori scuole di filosofia greca, che nel campo dell'uomo politico rivolgono la loro attenzione alle virtù essenziali per lo svolgimento del suo compito. Tali approcci si scoprono nelle pagine di Amiano e di Ambrogio, offrendo un modello di sovrano valido oltre il tempo in cui entrambi gli autori hanno vissuto. Silvia Mas è docente del Dipartimento di Storia della Chiesa della Pontificia Università della Santa Croce.

4. Carlo Pioppi, Congregazioni e Istituti religiosi a Milano durante l'episcopato del cardinal Ferrari (1894-1921). Un'indagine storico-sociologica a partire dai questionari delle visite pastorali.

Questo studio ha come oggetto il censimento delle numerose comunità religiose nella città di Milano a partire dagli Atti delle Visite Pastorali del card. Andrea Carlo Ferrari, arcivescovo del capoluogo lombardo dal 1894 al 1921, che visitò tutte le parrocchie per ben quattro volte. Il periodo dell'inizio del '900 è un tempo di ripresa della vita religiosa nella città, dopo le difficili vicende dei secc. XVIII-XIX (soppressioni del giuseppinismo, della Rivoluzione Francese, dell'epoca napoleonica e di quella postrisorgimentale). Nella trattazione sono anche offerti un panorama delle numerose attività sociali promosse da tali istituti religiosi, e la presentazione del contesto sociale, e conomico, politico ed ecclesiale della città. Carlo Pioppi è docente del Dipartimento di Storia della Chiesa della Pontificia Università della Santa Croce e direttore dell’Istituto Storico San Josemaría Escrivá.

3. María Eugenia Ossandón, Colaborar en el terreno de la caridad». Santa Sede y Comité Internacional de la Cruz Roja entre los siglos XIX y XX.

«Collaborer sur le terrain de la charité»: questa frase da cui è tratto il titolo del libro appare – in forma diversa ma con il medesimo signicato – in tre lettere del 1920 tra la Santa Sede e il Comitato Internazionale della Croce Rossa. Con queste parole, sia il Comitato che la Segreteria di Stato vaticana definivano il rapporto creatosi tra le due istituzioni durante la Grande Guerra, e che si sarebbe rinnovato di lì a breve. I rapporti tra la Santa Sede e il Comitato Internazionale della Croce Rossa sono stati poco studiati. Questo libro è frutto di un accurato lavoro incrociato di analisi dei documenti presenti sia nell’archivio del Comitato Internazionale della Croce Rossa a Ginevra, sia negli archivi vaticani. Parte dei documenti consultati sono riprodotti in appendice: si tratta per lo più della corrispondenza tra il Comitato Internazionale della Croce Rossa e la Santa Sede tra il 1863 e il 1930. La ricerca si è concentrata sui motivi dei rapporti tra le due istituzioni, sui loro atteggiamenti e sulle cause e i periodi della loro collaborazione. Nel libro si analizza l’evoluzione della politica vaticana nei confronti del Comitato ginevrino, che partì con una certa cautela mista a sospetto (per l’origine protestante dell’istituzione) fino a giungere, durante gli anni tragici della Prima Guerra Mondiale, a un’intensa ed efficace collaborazione «sul terreno della carità». Lo studio delle relazioni della Santa Sede con il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha permesso un approccio alla politica vaticana da una prospettiva del tutto speciale: quella dell’azione umanitaria in un contesto politico molto vario. Nei settanta anni in cui si snoda il percorso di questa ricerca, infatti, sono inclusi avvenimenti di grande portata storica. Questo è il motivo fondamentale per cui il libro offre un valido contributo alla storia della Chiesa, a quella dei rapporti internazionali e alla storia della Prima Guerra Mondiale. María Eugenia Ossandón Widow è docente del Dipartimento di Storia della Chiesa e ricercatrice presso l’Istituto Storico San Josemaría Escrivá.

2. Jerónimo Leal, Credibile... quia ineptum. Tertuliano y el problema de la interpretación.

Questo volume, nel quale si studia la metodologia tertullianea (dando a questo vocabolo tanto il senso oggettivo quanto quello soggettivo), nasce come il prodotto, e allo stesso tempo il completamento, di una serie di articoli precedentemente pubblicati e adesso rivisti, e da una nuova serie di considerazioni che vedono la luce per la prima volta. A Tertulliano si attribuisce l’espressione «credo quia absurdum», che in realtà non compare in nessuno dei suoi scritti conservati. Invece, vi si trova l’espressione «credibile. . . quia ineptum», che dà il titolo a questo studio e che è analizzata alla fine queste pagine. In primo luogo si impostano le questioni fondamentali: il linguaggio (cap. 1), come passo imprescindibile dell’ermeneutica;le fonti (cap. 2); l’uso della ragione (cap. 3); la Filosofia (capp. 4 e 5); gli elementi propri del ragionamento cristiano: la regola Fidei (cap. 6), elemento di guida del pensiero tertullianeo; l’esegesi (capp. 7 e 8); le questioni storiche (capp. 9–11). Per la Filosofia e per l’esegesi si è suddivisa la ricerca in due capitoli: il primo teorico, il secondo più pratico. Come conclusione, ci si sofferma sui due testi che sembrano essere stati, lungo la storia della critica, i più dibattuti e pertanto all’origine di interpretazioni di senso completamente opposto. Jerónimo Leal è professore ordinario di Patrologia nella Pontificia Università della Santa Croce.

1. Fabrizio Tiddia, Passio Sancti Alexandri, Eventii et Theoduli. Studio storico-agiografico.

Il volume contiene uno studio storico-agiografico sulla Passio Alexandri, Eventii et Theoduli, martiri romani sepolti al settimo miglio della via Nomentana. Il testo, come tuttele passiones simili, costituisce uno dei prodotti più vivi della comunità cristiana antica e un veicolo privilegiato di contenuti specifici, quali il tema dell’autorità vicaria, le catene di S. Pietro e la dottrina sul papato, la città di Roma come percorso cultuale, i discorsi catechetici. La prima parte offre un’analisi particolareggiata delle fonti attestanti la presenza dei tre martiri, in particolare Martirologia , Itineraria e Liber Pontifcalis . Ci si sofferma quindi sulle coordinate agiografiche, rappresentate dal dies natalis e dal luogo della sepoltura. Il secondo capitolo è dedicato all’analisi del testo con il suo carattere leggendario, i protagonisti, l’autore e la datazione, l’occasione e la finalità. Il terzo e il quarto capitolo contengono lo studio sulla tradizione manoscritta e l’edizione critica del testo, seguita da una traduzione italiana commentata. Fabrizio Tiddia ha ottenuto il dottorato in Storia della Chiesa presso la Pontificia Università della Santa Croce.